La città dei sassi è un sogno fatto di tufo. Una meta che dona infinite risposte e sai che prima o poi ci ritornerai perchè lì lasci un pezzo di cuore. In questa prima parte parleremo brevemente della sua storia, di un difficile viaggio fatto di vergogna e di rinascita. Matera ruba l’anima e con un po’ di accorgimenti è possibile scoprirla in famiglia, nel secondo post dedicato vi daremo alcuni consigli pratici per visitarla!

A Matera mi resa conto come Alessio fosse cittadino del mondo, già così piccolo ed abituato a viaggiare. Faticare sulle proprie gambe non lo spaventa più perchè questo sacrificio significa scoprire le bellezza di ciò che ci circonda. Si è subito innamorato di questa città unica e l’ha assaporata, gradino dopo gradino, salita dopo salita, perchè nessun luogo sa riempirti gli occhi del suo candore ruvido come Matera.

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Vista sul Sasso caveoso

Nella città lucana abbiamo trascorso un giorno e mezzo davvero intentissimo! L’idea di fermarsi era nata sopratutto dall’esigenza di spezzare il lungo viaggio verso il basso Salento, vera meta di inizio settembre, ma ci sono bastati pochi chilometri all’interno della Basilicata per capire quanto questa regione abbia da offrire in termini paesaggistici e artistici, meritando una sosta ben più lunga. L’immensità dei suoi altipiani brulli lascia senza fiato anche se porti sulle spalle la stanchezza di 500 km , sembra di essere in un altro mondo, a tratti di sprofondare in un’altra epoca.

Matera sorge su uno sperone di roccia dalla bellezza disarmante, geologicamente questo altopiano coincide con la subregione delle Murge che da qui si estende fino a Bari e a Brindisi. Il territorio si presenta quindi con una morfologia carsica, caratterizzata da profonde gravine, crepacci e caverne, create dall’erosione dei fenomeni alluvionali su rocce a spiccata composizione calcarea. Matera si affaccia su una spaccatura profondamente scavata dal torrente Gravina come un canyon. La fenditura é costellata di crepacci e grotte e le l’archietture dell’uomo sembravo essere in perfetta simbiosi con lo scenario nsturale delle Murge.

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La profonda gravina di Matera

Matera ci ha accolto subito nei migliore dei modi, i suoi abitanti sono di grande ospitalità e ci tengono, oltre che farti stare bene, a farti conoscere nel profondo la loro storia passata e attuale. Lo fanno loro in prima persona o consigliandoti di visitare subito CASA NOA. Ubicata nella civita, questa antica casa patronale è stata convertita a museo multimediale. Essa è l’inzio, la porta d’ingresso a Matera dove si racconta con immagini l’affascinante e dolorosa storia della città. (Per su Casa Noa info clicca qui ). Qui si viene condotti subito immersi nel passato millenario della civita, i cui sassi furono abitati sin dal paleolitico grazie alla friabilità del tufo che permise di scavare e ampliare le grotte naturali.

Nel VI secolo le spelonche furono abitate dai monaci di San Basilio in fuga dalle persecuzioni d’Oriente che vietavano e reprimevano le rappresentazioni iconoclaste. I religiosi ampliarono la maggior parte delle grotte ipogee adibendole a luoghi di culto, e dando così vita a quello che è oggi il PARCO storico naturale DELLE CHIESE RUPESTRI della Murgia Materana. Parliamo di almeno 150 chiese rupestri affrescate in stile bizantino e celate in anfratti tufacei lungo tutta la gola della gravina.

Fino alle fine del ‘700 fu una città fiorente, il nucleo originario della civita si espanse fino a comprendere i due agglomerati urbani del sasso caveoso e barisano con imponenti edifici barocchi che si sovrapposero a quelli preesistenti, creando architetture senza eguali da essere ancora oggi studiate per la loro unicità. Nel contempo, sempre più contadini presero possesso delle grotte dei sassi come stabile abitazione. Da qui in poi fu un lento declino che portò Matera, nel dopo guerra, a un livello tale di povertà da raggiungere tassi di mortalità infantile tra i più alti d’Italia. Intere famiglie convivevano in caverne malsane e maleodoranti insieme ai proprio animali (per loro principale fonte di sostentamento) in condizioni igenico sanitarie al limite della sopravvivenza.

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Ricostruzione di una casa grotta

Il dramma di Matera fu portato all’opinione pubblica dallo scrittore antifascista Carlo Levi che qui trascorse il proprio confino durante la guerra. Nel suo “Cristo si è fermato a Eboli” racconta della miseria che flagellava con malattia e morte il capoluogo lucano. Togliatti la definì la vergogna d’Italia e di lì a pochi anni, varate nuove leggi, i sassi furono sgombrati e i cittadini trasferiti in nuovi quartieri costruiti alle porte della città vecchia. Per decenni il centro storico è rimasto pressoché disabitato.

Tuttavia, gli scenari mozzafiato di questa terra, hanno ispirato nel corso degli anni l’estro di moltissimi cineasti come Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson, tali artisti hanno permesso di mantenere i riflettori accesi su questo gioiello del meridione. Pasolini girò parte della Palestina per trovare il set ideale del film “Vangelo secondo Matteo” ma rimase deluso. In nessuna landa della Terra Santa trovò l’alone mistico che avvolge da sempre Matera. E lei fu la prescelta.

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Come un presepe di notte

Grazie a una nuova legge varata nel 1986 per la riqualificazione dei sassi, questi hanno cominciano progressivamente a ripopolarsi di cittadini desiderosi di rinascita. Si tratta di un progetto ambizioso, in corso ancora oggi (ovunque vedrete gru e impalcature in fermento) che ha visto riempirsi l’agglomerato tufaceo del caveoso e barisano di floride attività commerciali e alberghiere, molte delle quali di lusso…Oggi dormire nei sassi è un’esperienza meravigliosa ma quasi proibitiva! Da diversi anni le abitazioni fatiscenti dei sassi sono state date in comodato gratuito con l’onere della ristrutturazione a carico comodatario. Questo ha permesso la rinascita del centro storico e lo sviluppo sempre in crescita del turismo. Nel 1993 Matera viene riconosciuta, dall’Unesco, patrimonio dell’umanità ed è la prima città del sud a essere insignita di questo titolo. Da rudere semisconosciuto oggi è una delle città d’arte più visitate e richieste del Meridione. Ne ha tutti i meriti.

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Sasso Caveoso

Nonostante l’avvento turistico Matera conserva ancora la sua genuinità, si è fatta ambasciatrice di valori culturali, non solo con belle strutture recettive ma anche promuovendo la propria storia, arte e costumi. Tantissime le mostre, permanenti e temporanee, altrettanti i poli musicali, teatrali e museali: il risultato del proprio lavoro le è valso il titolo di Capitale Europea della cultura per il 2019. Ancora una volta è la prima città del sud Italia ad accaparrasi l’ambita onorificenza. Diciamo che è un’ottima scusa per visitare questo gioiello!

Potete consultare gli eventi in programma su www.matera-basilicata2019.it

#MiriamFocili

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