Quaranta km di poggi e vallate che cambiano colore a seconda della stagione. Verde, ocra, castano, la valle è un animale vivo che cambia pelle regalando ogni volta paesaggi mozzafiato. E visto che la conosciamo molto bene, vi presentiamo uno tra i nostri itinerari preferiti tra borghi e bellezze naturali, ma vi accorgerete fin da subito che non sarà abbastanza. Un ritorno è d’obbligo perchè la Val D’Orcia non è solo questo, è molto di più. Non chiedetemi se ci sono luoghi adatti ai bambini: la natura, la campagna, l’aria aperta e borghi in cui muoversi in libertà senza l’assillo delle macchine sono l’unica cosa di cui abbiano davvero bisogno!

La valle misura circa 40 km. Quaranta km di bellezza sparsa in ogni angolo. Parlare della Val d’Orcia in un solo post, capirete bene, è riduttivo per l’immensità di luoghi e attività che questo angolo di Toscana offre. Qui, (chi ci segue lo sa) siamo di casa e oggi vi parleremo non solo di location cult, ovvero l’imprescindibile per un soggiorno nella valle, ma di ciò che ormai da sempre ci è nel cuore. Un week non è sufficiente per assaporare questo comprensorio di poggi vellutati che meriterebbe almeno una settimana di sosta. Se avete poco tempo, tuttavia, ecco una miniguida essenziale, cosa vedere tra una piattata di pici e l’altra!

Cosa vedere in Val d’Orcia

1 Parco Naturale Lucciola bella (La Foce)

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Lucciola bella vista da La Foce

Alzi la mano che non l’ha mai vista nemmeno una volta ritratta in foto o in qualche cartellone pubblicitario. Questa strada sterrata punteggiata da cipressi che si arrampica sulle crete e sui calanchi è uno dei luoghi più ritratti in Toscana. Forse pochi sanno che si tratta di una località ubicata proprio al centro della Valle, chiamata La Foce, che a sua volta si trova all’interno del Parco naturale di LUCCIOLA BELLA, uno degli scorci panoramici più emozionanti. Qui è presente e visitabile la Villa de La Foce, di proprietà dei marchesi Origo che negli anni ’20 acquistarono queste terre e bonificarono la valle. I casali presenti sulla strada sono opera di Cecil Pinsent lo stesso architetto che ristrutturò la villa nell’ambito della bonifica. Per info visita www.lafoce.com

Questo luogo ci è particolarmente caro, mio nonno lavorava per i marchesi e faceva il maestro elementare, mio padre ha vissuto qui molti anni scorrazzando tra campi coltivati, sterpaglie e schivando serpi come si giocava una volta…una storia che prima o poi vi racconterò.

2 PIENZA

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Pienza

Sorge a nord della valle, in uno scenario unico, la adoro in estate quando i campi limitrofi si trasformano in un oceano d’oro di grano; è un piccolo gioiello sia per i suoi beni architettonici che per la posizione panoramica e ammetto che per la città ideale del rinascimento ho un debole. Come mai questo appellativo? Non l’ho dato io naturalmente, ma un certo Enea. L’antico borgo medievale di Corsignano infatti , oggi Pienza, deve moltissimo al suo figlio più celebre: Enea Silvio Piccolonimi, salito al soglio pontificio nel 1462 col nome di Pio II. Questi decise di ristrutturate il minuscolo paese natio secondo i canoni di perfezione del tempo andando a ridisegnare la città utopica del Rinascimento. Affidò il progetto urbanistico al Rossellino, architetto Fiorentino e a lui si devono i quattro edifici principali che si affacciano su Piazza Pio II: la cattedrale, il palazzo comunale Palazzo Piccolomini (sede di mostre) con giardino all’italiana e Palazzo Borgia (oggi sede dei museo diocesano).

L’altro momento ludico/gastronomico è perdersi nei negozietti del Corso del Rossellino tra i profumi dello straordinario pecorino e del capocollo per poi finire la visita passeggiando sui due percorsi panoramici: quello di Santa Caterina appena fuori le mura oppure la via del Casello dove godrete un panorama amplissimo sulla valle e sul monte Amiata. Per chi ha bambini piccoli in Piazza Dante davanti all’entrata al borgo c’è un parco giochi.

Qui ho alcuni parenti fantastici, tra cui un’ultracentenaria, confezionano a mano pici epici con maestria innata (chi ci segue sulla pagina facebook avrà visto il video)…di vivere qui hanno un solo rammarico…non c’è il cinema ma “solo” il panorama!

3 Monticchiello

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Sul palco del teatro povero…

A pochi Km da Pienza, tanto che i due borghi si guardano a vista, sorge il paesino medievale di Monticchiello. Forse è un po’ la “sorrellastra” di Pienza e di Montepulciano e ne vive un po’ nell’ombra. Contornata da antiche mura e protetta dal cassero, perdersi per le sue viuzze di pietra rossastra ancora scevre dall’assalto dal turismo di massa, è la cosa migliore da fare. Sembra davvero di ritrovarsi in un luogo d’altri tempi avvinti da una pace assoluta. Le macchine si lasciano all’inizio della salita, tutto il resto si percorre a piedi!

Il paese si anima però tra metà luglio e metà agosto quando prende il via la manifestazione del “TEATRO POVERO”: nell’arco di un mese gli abitanti del paese mettono in scena un autodramma, da loro stessi scritto e allestito per la messa in scena. Un’esperienza teatrale, unica nel suo genere, nata negli anni sessanta a causa del progressivo abbandono del borgo, per ritrovare un’identità di locale.

Parliamo di una drammaturgia domestica, l’intimo viaggio dei valligiani in rapporto simbiotico con il territorio. Un appuntamento che si rinnova ogni anno con una rappresentazione ogni volta diversa. Gli abitanti pensano anche allestimento scenografico, il palco viene infatti in piazza Commenda all’aperto nelle serate estive. Per info consultare teatropovero.it

4 Moltepulciano

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Della città poliziana abbiamo parlato ampiamente in altri post, più austera delle altre ha un fascino senza tempo e come Pienza offre tantissimo, sia in fatto di enogastronomia, che di beni artistici. Potete addentrarvi nelle suggestive cantine dove riposa in antiche botti e barriques il celeberrimo vino nobile di Montepulciano; ne cito solo alcune : cantine storiche di Palazzo Ricci, Cantina del Gattavecchi e cantine Contucci. Partendo da Piazza Grande, potrete visitare la cattedrale e il palazzo comunale che ha uno stile architettonico simile a Palazzo vecchio di Firenze. Da lì a due passi la fortezza dove ha sede il consorzio del vino nobile (il quale vanta una ricca enoteca con un pavimento di vetro sugli antichi pozzi). La fortezza insieme al bellissimo museo civico Crociani sono un attivo polo museale. A condire il tutto non manca il panorama mozzafiato sulla Val di Chiana e sul particolarissimo Tempio di San Biagio! E poi a finire…mille negozietti per uno shopping gastronomico e artigianale.

Tantissime sono inoltre le iniziative nel corso dell’anno dalla kermess sul vino Calici di Stelle a Ferragosto al ricco Mercatino di Natale.

5 BAGNI DI SAN FILIPPO e il Fosso Bianco

Val D’orcia significa anche terme e benessere. Un’altra immensa ricchezza di questa terra, dono del vicino Monte Amiata, vulcano spento ma che continua a regale acque sulfuree bollenti e terapeutiche. Inforcando la vecchia Cassia, nella zona sud ovest alle pendici della montagna vi imbatterete in Bagni di San Filippo, un paesino di poche anime che vanta la presenza del FOSSO BIANCO. In corrispondenza del borgo accanto al torrente Rondianaia giacciono sorgenti sulfuree che rilasciano un liquido vischioso e biancastro col caratteristico odore di uovo marcio. Il fosso è composto da una scultura naturale unica. Uno scenario onirico: la monumentale cascata della Balena Bianca sbuca tra la boscaglia come valanga. Si tratta di roccia calcarea mutevole nel tempo. E’ vietato arrampicarsi sulla Balena bianca ma e’ possibile bagnarsi in alcune vasche create a bordo del fiume, lungo il sentiero. Portatevi tutto il necessario da casa. C’è una prima formazione calcarea all’inizio del sentiero, con un ponticello sul torrente e le prime pozze, per proseguire verso la Balena sono indispensabili le scarpe da ginnastica e un abbagliamento sportivo, spesso le piogge cambiano la conformazione della collina rendendola scivolosa, quindi occhio. All’imbocco della stradina del fosso c’è un punto ristoro per mangiare o fare una merenda: Bar la cascata e poco più avanti in paese Il Solco (taglieri e panini).

Perchè la località si chiama Bagni di San Filippo? Si narra che il santo fiorentino si rifugiò presso il fosso rifiutando l’incarico papale assegnatogli da Roma. Una nomina a pontefice che non desiderava affatto (caso più unico che raro). Narra la leggenda che qui condusse una vita da eremita e un giorno spostando una pietra fece scaturire la fonte termale.

Adoro questo luogo carico di magia…ci ho pure ambientato un mio romanzo giallo che forse un giorno qualcuno pubblicherà.

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Noi abbiamo il giubbotto ma c’è chi fa il bagno con il costume!

6 Bagno Vignoni

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Piazza delle sorgenti

Antico villaggio, famoso per la sua piazza delle sorgenti, Bagno Vignoni incrocia la sua storia con quella della via Francigena. Conosciuto già in epoca romana per le sue terme vanta oggi numerose strutture e piscine di acque salubri. Le strutture principali del borgo sono rimaste immutate nel tempo nonostante le varie devastazioni e la caratteristica piazza con vasca rettangolare con loggiato, da dove scaturisce la sorgente, la rende unica al mondo. Era punto di accoglienza dei numerosi pellegrini che si avventuravano sulla via Francigena diretti a Roma. La vena termale scorre a sud verso il parco dei mulini (medievali), visitabili a piedi. Esistono anche le terme “libere” proprio al di sotto del parco dei mulini la cui balneazione sarebbe vietata ma che vengono comunque utilizzate dai turisti di passaggio. Tra le strutture a disposizione dei viaggiatori con piscina di acqua calda termale abbiamo Piscina Posta Marcucci e Centro Benessere Le Terme. Lo scenario diventa ancora più suggestivo in inverno con l’alzarsi dei vapori delle acque bollenti.Numerosi sono i punti ristoro intorno e nei pressi della piazza dove potrete deliziarvi di taglieri. Tra i suoi visitatori vanta la mistica presenza di Santa Caterina da Siena che la madre portò qui nel vano tentativo di farla desistere dal prendere i voti come monaca.

C’è un parcheggio a pagamento accanto al borgo ma se vi fate un mezzo km a piedi potrete lasciare la macchina al primo parking indicato che è gratuito e godervi il panorama on foot! La stradina è splendida e c’è anche un piccolo parco giochi.

6 San Quirico D’Orcia e Radicofani

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La Collegiata di San Quirico D’Orcia

Ci sono un paio di borghi che meritano una visita, il primo si trova a due passi da Bagno Vignoni e dalla Cassia, si chiama San Quirico D’orcia. Vi renderete conto fin da subito che non può essere considerato un ripiego avanza tempo, niente affatto. Il paese è ubicato in posizione invidiabile, dista pochi km da Montalcino, dall’abbazia di Sant’antimo e dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Per non parlare della splendida cappella di Vitaleta e degli altrettanto famosi cipressini. La visita al borgo porta via poco tempo ed è un vero bijoux senza macchine, che vanno lasciate fuori dal borgo! Sulla via principale potrete visitare la Collegiata, Palazzo Chigi e proseguendo gli Horti Leonini, un giardino all’italiana dove vengono spesso proposte mostre d’arte e dove i bimbi possono muoversi in sicurezza. Anche San Quirico era un paese di sosta per i pellegrini diretti nella capitale e mostra al viaggiatore una luminosa architettura medievale e rinascimentale. Nella caratteristica via di negozietti Dante Alighieri, c’è anche un ristorante dove potrete mangiare, sotto un meraviglioso pergolato di glicine dalle dimensioni monumentali, una bistecca e un piatto di pici davvero ottimi, parliamo della famosa Trattoria Osenna! Provare per credere!

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Cappella di Vitaleta

Last but not least, ecco RADICOFANI. Posizionata a sud della valle, più defilata rispetto agli altri luoghi di interesse, bisogna andarci quasi di proposito…perchè no? In fondo non è non lontano da Bagni di San Filippo e dall’Amiata, e si può provare abbinarla in giornata…ne vale la pena. La sua posizione è invidiabile in quanto si trova su uno dei poggi più alti della Valle a circa 800 m sul livello del mare. Data la posizione privilegiata da cui si domina tutto il territorio, il pezzo forte del borgo è la sua ANTICA ROCCA legata all’antieroe Ghino di Tacco. Nel 1200 il giovane nobile Ghino dedito al brigantaggio, si insediò nella Rocca di radicofani mentre era in fuga dalla sua tenuta di Sinalunga, messo al bando dal governo senese che gli aveva condannato a morte mezza famiglia. Qui continuò la sua attività di bandito derubando i pellegrini che percorrevano la Francigena. Fatto sta che Ghino, il masnadiero gentiluomo, fu un vero e proprio Robin Hood ante litteram, prelevava ai viandanti solo una parte dei loro averi e gli offriva pure un ricco banchetto. La leggenda narra che i soldi rubati venissero da lui ridistribuiti ai mendicanti della zona!

Dal paese, che sembra un intricarsi incantato di viuzze di pietra, si gode una vista unica sulla parte a sud della Valle. Da visitare: il casale della posta (punto di ristoro e ricovero dei pellegrini della Francigena) e la fontana medicea.

A Radicofani, a detta di molti tra cui mio padre, si mangiano i pici più buoni della valle… quindi, fermatevi alla Osteria La Grotta in Via della Piazzetta e fateci sapere!

Per chi vuole cimentarsi nella Via Francigena c’è il bellissimo sentiero che unisce San Quirico D’Orcia a Radicofani. Tappa 36 di tutto il percorso che comprende 32 Km.

Speriamo di avervi invogliato a un primo viaggio in Val D’orcia, sì il primo perchè vi prometto che vorrete tornarci per scoprire tutto il resto…c’è molto altro ancora da scoprire!!

#MiriamFocili

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5 pensieri riguardo “Itinerari della Val D’Orcia: mini guida ai luoghi del cuore

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