Tramite la pagina Istagram di Girovitando ho scoperto che molti “non toscani” non conoscono la laguna di Orbetello. Dedichiamo quindi un post a questo luogo unico nella sua morfologia territoriale, nei colori, nella biodiversità della sua zona umida ed interessante da esplorare anche nella stagione invernale. Vi raccontiamo cosa vedere nel pittoresco borgo di Orbetello e la storia del suo famoso mulino spagnolo che da cinque secoli se ne sta lì, placido e tranquillo, in mezzo alla laguna di Ponente.

Insieme alla Diaccia Botrona la laguna di Orbetello è una zona umida di grande importanza presente in Maremma. Se osservate l’area da Google map osserverete come i due bracci più esterni, detti tomboli, la Giannella e la Feniglia colleghino la terra ferma con l’Argentario tramite superbi arenili di sabbia bianca e un mare cristallino. Questi delimitano anche le due lagune. Se guardate più attentamente, in realtà i bracci sono tre ed è proprio in quello di mezzo che sorge il pittoresco comune di Orbetello, piccolo gioiello incastonato tra le due lagune. 

L’altra cosa da rilevare è che la parte a nord della laguna, nei pressi della Giannella, è anche Oasi WWF. Questa si trova infatti sui principali flussi migratori di molte specie di volatili come fenicotteri, aironi, cavalieri d’Italia, solo per citarne alcuni, che in queste splendida parte della Toscana vengono a svernare. Un vero e proprio paradiso per gli uccelli migratori ma anche per gli escursionisti naturalistici appassionati di birdwacthing. La laguna è interessante da visitare anche in inverno, è proprio nella stagione fredda che si concentrano la maggior parte dei volatili provenienti dal Nord Europa rendendo sicuramenti più facili gli avvistamenti per uno “shooting fotografico”.

Gli itinerari faunistici e trekking principali sono:

  • sentiero ornitologico
  • sentiero del Bosco di Patanella
  • sentiero del Ceriolo

Leggi qui per gli itinerari faunistici del WWF.

COSA VEDERE A ORBETELLO

Orbetello è davvero particolare e ve ne accorgerete subito, appena giunti a destinazione. Ha origini molto antiche, addirittura etrusche (conserva ancora una piccola porzione delle mura) e se state visitando questa zona più meridionale della Maremma sarebbe davvero un peccato mortale non fermarsi ad ammirare il suo grazioso e raccolto centro storico. Potete parcheggiare gratuitamente accanto all’ex idroscalo e farvi una bella passeggiata, altrimenti vi sono numerosi parcheggi a pagamento su via Mura di Ponente.

Ecco cosa vedere a Orbetello in breve:

  • Dell’idroscalo rimangono oggi pochi ruderi e un hangar, fu fatto costruire all’inizi del XX secolo in quanto luogo ideale per l’ammaraggio degli idrovolanti. Qui si trova anche il Mausoleo dei Trasvolatori Atlantici da cui partirono le imprese volanti guidate da Italo Balbo. Purtroppo il sito si trova in stato di semi abbandono ed è un vero peccato.
  • Attraversate le antiche porte, possiamo visitare luoghi che evocano paesaggi spagnoli come la polveriera Guzman oggi sede del museo archeologico e la chiesa di San Francesco da Paola. Si procedere lungo la via principale del centro storico su corso Italia dove troveremo il palazzo del Podestà in Piazza Eroe dei due mondi.
  • In stile gotico è il Duomo di Santa Maria dell’Assunta.

Perchè un mulino in mezzo all’acqua?

  • L’attrazione più suggestiva è sicuramente il famoso mulino. L’unico che rimane dei 9 costruiti in precedenza in mezzo all’acqua usati produrre la farina. Il grano veniva portato tramite i tipici barchini e la macina girava sfruttando i flussi e riflussi di acqua in entrata e in uscita della laguna. Nel 1500 con la dominazione spagnola Orbetello diviene la capitale dei Prèsidi e ai mulini vengono aggiunte le caratteristiche pale di legno per fruttare anche la forza dei venti: maestrale e scirocco.

Da qui sono innumerevoli le escursioni da fare e le cose da vedere a Orbetello: dalle passeggiate sui due tomboli fino all’Argentario alle classiche attività balneari sugli arenili della Giannella e della Feniglia anche se ovviamente la zona è più godibile al di fuori dell’alta stagione quando è letteralmente presa d’assalto.

Da lì i poco tempo possibile raggiungere anche TALAMONE, Capalbio, i luoghi più suggestivi della Maremma come il parco dell’Uccellina e il vicino Giardino dei tarocchi, conosciuto come il parc Guell italiano.

I PESCATORI DI ORBETELLO

Certo non si può parlare della laguna senza fare riferimento ai suoi pescatori, perchè questa nei secoli ha sfamato molte delle loro famiglie. C’è un rapporto simbiotico tra la natura e coloro che ci lavorano. Oggi i pescatori, dediti sia alla pesca che all’allevamento ittico, sono rimasti circa 100 organizzati in una cooperativa. Le loro attività avvengono nel rispetto di questo importante ecosistema che conta tantissime specie ittiche come spigole, orate, cefali, anguille e calcinelli. I metodi di pesca sono tradizionali, cioè come usava un tempo tramite una semplice barca a remi, struzze e martavelli e rispettando la stagionalità del pesce, il branco infatti arriva in laguna in maniera spontanea seguendo le estati e gli inverni o le maree, non viene mai attirato con mangimi preparati. L’allevamento in laguna, soprattutto spigole e anguille, è dettato da criteri di sostenibilità, in quanto i pesci si procacciano il cibo da soli. La cooperativa si occupa inoltre anche della lavorazione del pescato producendo bottarga e altri prodotti conservieri nonchè della ristorazione. Presso l’ottocentesca scuderia, in una cornice suggestiva ubicata sulla laguna di Ponente proprio accanto ai tipici “barchini” è gestito dagli stessi pescatori l’ittiturismo, un vero e proprio centro degustazione, in cui vengono serviti piatti a base di pesce della laguna.

Per tutte le info sui pescatori e l’ittiturismo consultate il sito: ipescatoriorbetello.it

Orbetello vista dal belvedere

Vedere ORBETELLO DALL’ALTO: Santuario dei Padri Passionisti e Punta telegrafo

Un luogo molto bello che abbiamo scoperto quest’anno e da cui è possibile osservare la laguna dall’alto è il convento dei Padri Passionisti. Lasciandosi alle spalle Orbetello si prende la direzione dell’Argentario e poi della Giannella. Sulla statale 131 si prende il bivio per la Vetta Argentario/Punta Telegrafo e ci si avventura per una strada di tornati, abbastanza tortuosa immersa nei boschi e macchia mediterranea. La fatica sarà premiata dopo un quarto d’ora, parcheggiando nello spiazzo di fronte al convento è possibile godere di una vista unica su tutta la laguna e l’entroterra del grossetano. Il convento è visitabile su prenotazione, noi non abbiamo potuto farlo per via del covid. I complesso di origine settecentesca fu costruito per volere di san Paolo della Croce e si compone della chiesa e di un imponente edificio conventuale dove un manciata di frati si dedica alla preghiera e ad attività missionarie.

Ad appena pochi passi potete fare una sosta al ristorante IL RISTORO LA SORGENTE locale molto alla buona che offre piatti tipici forse più di montagna che di mare (funghi, polenta, stinco e cinghiale)! Non eravamo a conoscenza del posto e in più avevamo già mangiato altrove a Orbetello (in un ristorante che non ci ha entusiasmato e quindi non ve lo consiglio) ma ci siamo ripromessi di tornare per testarlo perchè il menù era davvero invitante…ovviamente non in luglio o agosto per la solita ragione.

Vista dell’Argentario e Isola del giglio sullo sfondo

Si può poi proseguire oltre fino in vetta all’Argentario, noi lo abbiamo fatto in macchina ma sinceramente non abbiamo trovato un posto per parcheggiare l’auto. Dal ristorante con l’attrezzatura giusta è possibile prendere il sentiero e raggiungere la vetta cioè PUNTA TELEGRAFO a piedi tra i boschi. Qui troneggia un’enorme croce in ferro. Qui la vista è sull’altro versante che da sul mar Tirreno e dove è possibile vedere il profilo del Giglio e altre isole dell’arcipelago come Giannutri e Montecristo.

Leggi anche l’articolo dedicato agli itinerari della Maremma

#MiriamFocili

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