Se c’è un territorio della Sardegna che ancora conserva antiche tradizioni e paesaggi incontaminati è proprio la provincia di Oristano. La sua scenografica penisola del Sinis, abitata fin da tempi antichissimi, è oggi un’area marina protetta che offre itinerari naturalistici e archeologici di grande pregio. Di seguito troverete le nostre dritte tra facili passeggiate trekking lungo la costa, spiagge uniche al mondo e piatti tipici a Oristano!

COME ARRIVARE

Oristano si trova al centro della costa occidentale della Sardegna poco più di due ore dal porto o dall’aeroporto di Olbia. Si raggiunge facilmente percorrendo la Statale 131 che passa da Nuoro. Una strada di scorrimento tranquilla e poco frequentata che renderà il vostro viaggio dal porto sicuramente piacevole poco impegnativo. E’ raggiungibile anche dal porto o dall’aereoporto di Cagliari

La Nostra base è stata il piccolo paese di FUNTANA MEIGA, ubicato a pochi passi dalla spiaggia omonima all’interno della riserva marina protetta (in un appartamento capo schiera con vista mare di cui vi parleremo più avanti) a pochi km da San Giovanni e dalla Penisola del Sinis. Quindi un’ottima posizione sia per una vacanza relax che come punto di partenza per escursioni a piedi o in auto alla scoperta di tesori come la Penisola del Sinis, l’area umida di Cabras, l’area archeologica di Tharros e alcune particolarissime chicche come il minuscolo villaggio stile western di San salvatore di Sinis.

Essendo il 2020 l’anno del covid, le nostre abitudini itineranti e domestiche hanno inevitabilmente subito alcuni condizionamenti, abbiamo sempre cercato di evitare per quanto possibile luoghi troppo affollati.

Penisola del Sinis veduta da Capo San Marco

COSA Fare e VEDERE A ORISTANO

PENISOLA DEL SINIS (comune di Cabras)

Ubicata nel comune di Cabras a delimitare il golfo di Oristano, la Penisola del Sinis è un lembo di terra che si spinge in mezzo al mare abitato fin dall’epoca dei Fenici. L’intera area si trova all’interno di una zona marina protetta denominata “Penisola del Sinis – Isola del Mal di Ventre”, dal trekking alla balneazione, da la possibilità di moltissime attività a contatto con la natura nel rispetto delle numerose biodiversità di mare e di terra che popolano la zona. L’area protetta infatti comprende il braccio di mare che dal Golfo di Oristano arriva alle Falesie di Su Tingiosu, per questo in questo tratto di costa non troverete stabilimenti balneari.

Vi consigliamo un paio di itinerari soft trekking che abbiamo fatto in autonomia e che ci sono sono piaciuti moltissimo ma se preferite in tutto il territorio di Cabras è possibile effettuare anche visite guidate a tema organizzate dal Centro Servizi ubicato nella piazzetta di San Giovanni di Sinis. Potete per farvi un’idea consultando la pagina del sito www.areamarinasinis.it

Itinerario soft trekking San Giovanni – Faro San Marco (circa 3 km + ritorno)

Questo è un itinerario cult sia archeologico che naturalistico da togliere il fiato, insomma non ha molto senso venire qua senza concedersi questa passeggiata spettacolare su questa lingua di terra dove sorgono le antiche rovine di Tharros. Potete percorre tutta la Penisola del Sinis e eventualmente anche di fare il bagno nelle varie calette che ci sono lungo il tragitto. Se avete bimbi piccoli, tuttavia potete usufruire anche di un trenino turistico ma vi consiglio di telefonare prima al centro servizi e informarvi sugli orari (Tel 0783 371006) in quanto le frequenze cambiano a seconda dell’alta o la bassa stagione.

Noi siamo partiti da Funtana Meiga facendo un km in più ma potete parcheggiare nell’area apposita a pagamento nei pressi della chiesetta della borgata marinara di San Giovanni di Sinis oppure utilizzare gli altri parking a pagamento all’inizio della salita e davanti ai bar. Dietro la chiesa, dove ci sono le case del borgo troverete parcheggi free.

La prima tappa è un vero e proprio gioiello di arte paleocristiana ovvero la chiesetta di San Giovanni di Sinis che, con le casette dei pescatori di fronte crea un’atmosfera d’altri tempi . Edificata su una necropoli pagana è considerata nell’impianto originale, una delle chiese più antiche dell’intera Sardegna, la facciata attuale è volta in direzione l’alba e risale all’epoca bizantina. L’essenzialità dell’architettura e la ruvidezza della pietra di arenaria sono elementi di suggestione e sacralità, riservatevi un momento dell’escursione tutto per questo luogo.

Oltre la chiesa troverete la “porta di ingresso” alla penisola con il centro servizi (dove potrete fermarvi a prenotare visite guidate o le info di cui avete bisogno) e la fermata del trenino. In questo tratto sono presenti bar, punti ristoro e anche bagni. Da qui potete proseguire fino al parco archeologico di Tharros e la Torre di San Giovanni.

Torre di San Giovanni

AREA ARCHELOGICA DI THARROS

Un discorso a parte va fatto per questo sito archeologico tra i più importanti della Sardegna. Non tutti forse sanno che la parte più antica di queste rovine risale all’epoca dei Fenici. Si tratta di un sito di enorme valore storico visto che nasce come colonia di questa antichissima civiltà di navigatori che dal Medio Oriente colonizzò buona parte delle coste del Mediterraneo prima di Micenei e Cretesi. Tharros, risalente a VII sec a.C., è uno dei pochi siti fenici del Mediterraneo arrivati sino a noi. La colonia passò successivamente sotto il dominio di Cartagine e di Roma ingrandendo il proprio impianto urbano con numerosi templi, basiliche, necropoli, acquedotti e porto. Potete pagare il biglietto direttamente alla biglietteria in loco dove è presente anche un piccolo caffè, dove bere qualcosa di fronte alle rovine e al golfo di Oristano. Per le info su orari e prezzi e visite guidate consultate il sito: www.tharros.sardegna.it

L’escursione prosegue lungo il sentiero panoramico dove potrete visitare anche la Torre di san Giovanni e la Torre Vecchia, costruite dagli spagnoli tra il XVI e il XVII sec. per proteggere le popolazioni sarde da predoni e corsari. E’ possibile farsi il bagno presso la spiaggia di capo san Marco, tenete conto le cale del Sinis che guardano il mare aperto non sono adatte in caso di maestrale che spira da nord, in tal caso è consigliabile arrivare fino alla punta estrema dell penisola fino alla splendida caletta del faro che è rivolta verso l’isola.

Faro di Capo San Marco

La maggior parte dei turisti si ferma qua ma non vi consigliamo di perseguire. L’ultimo tratto del percorso (poco affollato) fino allo spettacolare promontorio di CAPO SAN MARCO dove si trova il FARO. C’è un po’ di salita da fare ma non è affatto come sembra anzi è abbastanza veloce. Il promontorio, così incastonato tra cielo e mare, ha vedute a 360° mozzafiato sulla costa a nord e sul Golfo di Oristano! L’importante è avere scarpe comode e non scegliere una giornata troppo afosa in estate. Al ritorno a San Giovanni di Sinis, se siete presi dalla morsa della fame, vi consiglio di resistere e lasciate perdere quei localini un po’ turistici dopo le rovine di Tharros, Entrate nella borgata e fate una sosta mangereccia alla Focacceria Casas, da non perdere, se avete pazienza, ve ne parlo più avanti nella sezione “Giromangiando a Oristano”!

Itinerario soft trekking Funtana Meiga – Torre di Seu (circa 3 km + ritorno)

Panorama dalla Torre Seu

Cosa vedere e fare a Oristano? Se vi trovate a Funtana Meiga, un altro percorso naturalistico da non perdere è che permette di raggiungere la Torre SEU (Turr’e Seu), qui si trova il parco naturale SEU, una volta oasi WWF è oggi proprietà del comune di Cabras. parcheggiate a Funtana Meiga davanti all’omonimo ristorante e proseguite sul sentiero che costeggia il mare. Con scarpe comode potrete camminare tra spiaggette e formazioni rocciose, in un contesto incontaminato, con a sud la vista della Penisola del Sinis e a nord il promontorio di Seu. La zona fu abitata sin dall’età nuragica, ci sono segni del passaggio fenicio e romano, qui si estraeva infatti la pietra arenaria per Tharros. In seguito per sorvegliare la costa dalle scorribande piratesche e saracene gli spagnoli fecero costruire torri lungo la costa, Turr’e seu e una di queste. Ai primi del 900 la Famiglia Carta di Oristano, proprietaria degli stagni e delle peschiere di Cabras fece costruire la villa che incontrerete lungo la passeggiata. Prima di arrivare al promontorio incastonata tra la scogliera come un piccola baia c’è la spiaggia di Seu con il suo mare cristallino. Appena oltre vi è l’ingresso all’ ex oasi di Seu, un tripudio di macchia mediterranea. La salita è leggera è la torre (dove il panorama è veramente unico) si può raggiungere con un percorso circolare passando prima dalla macchia che comprende anche un boschetto di pini marittimi. Il ritorno è ai margini della scogliera, un po’ a trapiombo, non è pericoloso ma se avete bimbi piccolo è meglio otare per la stessa strada dell’andata. Se ve la sentite, si può proseguire ancora verso nord, fino alla bella spiaggia di Mamioni.

SAN SALVATORE DI SINIS

San salvatore di Sinis

A soli 4 km dal San Giovanni un luogo da non perdere è il minuscolo paesino- fantasma di San Salvatore di Sinis, una borgata medievale nell’entroterra che è stato, tra glia anni ’60 e ’90 il set cinematografico di molti spaghetti western data la sua somiglianza con molti pueblos messicani o dell’Arizona per le sue casette colorate. Il villaggio ha origini nuragiche ma l’aspetto attuale risale alla dominazione spagnola nel Medio Evo. Deve il nome alla chiesa principale San Salvatore risalente al XVII secolo. Di grande importanza archeologica è l’ipogeo sottostante, una serie di ambienti antichissimi che pare fossero frequentati già nel Neolitico. A causa della presenza di un pozzo con acqua sorgiva pare fosse adibito anche al culto pagano delle acque.

La corsa degli scalzi

Sappiamo bene quanto buona parte della Sardegna sia ancora profondamente legata alle sue tradizioni, in molti paesi sopravvive un universo di maschere, costumi e sapori genuini ancora liberi da ogni ingerenza esterna. Le feste sono un patrimonio sacro dei sardi per fortuna non troppo condiviso dai turisti.

Il “borgo fantasma” composto da casette colorate e silenziose si anima nel primo weeK end di settembre quando si celebra una delle feste religiose e folkloristiche di maggior impatto dell’isola: la “Corsa degli scalzi”. All’alba del primo sabato settembrino 800 curridoris, uomini di tutti le età, vestiti di bianco e scalzi percorrono correndo e portato a turno in spalla la statua del santu Srabadori per circa 6 km. La distanza che separa la Cattedrale di Cabras dalla Chiesetta di San Salvatore. La “corsa” è preceduta da una processione di donne cabraresi, poi gli uomini affrontino come un fiume bianco i campi sterrati del Sinis in celebrazione degli uomini e contadini che salvarono la statua del Salvatore dall’assalto dei Saraceni nel XVII secolo. Al borgo ci sono mogli e parenti in attesa dei curridoris già pronti a far festa, San Salvatore si anima con canti e sagre vernaccia e muggini per tutto il week end poi la sera della domenica si fa il percorso a ritroso per riportare il sacro simulacro a Cabras.

SPIAGGE DEL SINIS

La spiaggia di quarzi di Is Arutas

E poi cosa fare e vedere a Oristano? Ma naturalmente bagnarsi nelle sue innumerevoli spiagge. Tutta la zona del Sinis anche la parte più a nord è costellata da lido meravigliosi e non solo. Come ho detto si tratta di una zona marina protetta per cui non ci sono stabilimenti balneari e i bar on the beach sono giustamente limitati per tutelate l’habitat della zona. Per cui se per esigenze personali non potete fare a meno di noleggiare lettini e ombrellone li troverete sulla spiaggia di Torregrande che si affaccia sul Golfo di Oristano. Inoltre se preferite delle località con maggior concentrazione di servizi come negozi, bar o ristoranti, oltre a Torregrande potete optare per Putzu Idu e Porto Mandriola che si trovano a Nord della Penisola del Sinis presso Capo Mannu. Qui sono presenti spiagge bianchissime miste a scoglietti

Detto questo, perchè le spiagge dell’area protetta del Sinis sono così particolari? La ragione sta nella particolare composizione della sabbia, unica al mondo, formata da granuli di quarzo! Sono multicolori e la loro storia risale a 600 milioni di anni fa. Si sono originate dall’Isola di Mal di Ventre , “Malu Entu” ovvero cattivo vento, che in origine era la sommità di un affioramento di roccia granitica che costituiva questo tratto di costa della Sardegna. Il disfacimento, l’erosione di questa roccia hanno portato la formazione di questo tipo di sabbia. La policromia dei micro cristalli racconta un’evoluzione marina millenaria: il granulo bianco è quarzo oppure un osso di seppia, il nero la biotite o un uovo di razza, il rosa un occhio di Santa Lucia, l’arancione un pezzetto di arenaria, il verde la malachite, il viola un aculeo di un riccio, l’argento la madreperla… insomma nei granuli di sabbia troviamo un enorme tesoro da tutelare e importante quindi usufruire di questi lidi in maniera sostenibile!

Tra le spiagge più belle del Sinis… riassumendo:

  • A sud San Giovanni di Sinis, Funtana Meiga, e La Caletta presso di Faro di Capo San Marco, sono spiagge sabbiose miste a scoglio, mare turchese e limpido.
  • Al centro Spiaggia di Mamioni, IS ARUTAS, Mari Ermi, sono le più famose per la presenza di granuli di quarzo e un mare dai riflessi blu e turchesi. qui sono presenti parcheggi a pagamento e punti ristoro.
  • A nord Puztu Idu, S’arena Scoada, Capo Mannu, sono caratterizzate dall’alternarsi di sabbia bianca e falesie. Putzu è più riparata dal maestrale, Capo Mannu e Sa Rocca Tunda invece essendo esposte sono apprezzate dai serfisti.

DOVE e COSA GIROMANGIARE A CABRAS

La mousse di Bottraga e polpo con patate alla Peschiera Pontis

Come ho accennato, questa vacanza abbiamo limitato le uscite ai ristoranti per via dell’emergenza covid ma l’idea di saltare un pasto luculliano all’Ittiturismo PESCHIERA PONTIS di Cabras proprio non ci andava giù. Già avevamo avuto una ottima esperienza alla Pischiera della Laguna di San Teodoro e eravamo curiosi di provare anche quella di Oristano. Approfittando di un piovoso martedì, speravamo di trovare meno affollamento a pranzo ma il ristorante era ugualmente gremito di gente che aveva avuto la stessa idea (ma, lo ricordiamo, che in settembre 2020 non c’erano limitazioni governative di sorta per il covid). La Peschiera è così frequentata che se decidete di andare nel week end dovete prenotare con un paio di giorni di anticipo! La Pischira Pontis è un’esperienza da fare e ci da l’occasione anche per parlare di questa importante area lagunare; si trova infatti a metà tra gli stagni di Cabras e di Mistras in un bellissimo contesto palustre, dove convivono molte bio diversità: dai trampolieri agli eleganti fenicotteri rosa che qui trovano il loro cibo preferito: i gamberetti. In particolare ci sono tante varietà di cefali come il muggine da cui si ricava una rinomata bottarga. Si tratta di un consorzio di pescatori di 11 cooperative che gestiscono direttamente sia l’attività di pesca che la ristorazione all’ittiturismo. Si prenota è non c’è menù, se non quello del giorno, una carrellata infinita di piatti tipici a base del pescato della peschiera : mousse di bottarga, polpo con patate, gamberetti fritti, cozze, gnocchetti, grigliata di pesce e gamberoni. Trovate tutte le info su www.consorziopontis.net

Pane di Cabras

Un’altra dritta che vi diamo, da provare assolutamente, ve lo avevamo accennato sopra è fermarsi a gustare le focacce super ripiene della FOCACCERIA CASAS, non lasciatevi ingannare dall’espetto esteriore un po’ spartano, i panini sono mondiali! Innanzi tutto le focacce sono fatte con il tipico pane di Cabras, fatto con le farine genuine meno raffinate che presenta una crosta scura e croccantissima con un sapore di altri tempi. Il resto lo fa la fantasia del suo proprietario che farcisce l’interno con prodotti tipici e abbinamenti sia classici che insoliti! Noi siamo andati ben due volte per provarne di nuovi! In più le patatine fritte a a sfoglia tonda sono fatte in case e sono ottime, top se avete bambini.

DOVE GIRODORMIRE A ORISTANO

Appartamento vista mare a Funtana Meiga

La nostra base è stata Funtana Meiga, un piccolo paese residenziale a un paio di km da San Giovanni di Sinis, un luogo molto tranquillo tra l’azzurro abbagliante del mare e del cielo. E’ presente solo un piccolo market, quindi per la spesa grossa è preferibile spostarsi ai supermercati di Cabras o al centro commerciale di Oristano. L’appartamento da noi scelto è un trilocale caposchiera del complesso residenziale, quindi panoramico e dotato di una grande terrazza con vista incantevole sulla Penisola del Sinis! Si può cenare di fronte a fantastici tramonti. La spiaggia, tranquillissima, è proprio di fronte; a meno di 100 m, percorrendo una piccola discesa ci si tuffa in un mare cristallino. La casa all’interno è ben tenuta e attrezzata… avevamo disponibile il canale Disney plus e Alessio si è guardato ben volentieri tutta la serie The Mandalorian e qualche film di ritorno dalla spiaggia! I proprietari sono gentilissimi e sempre disponibili ad ogni necessità. E’ in buona posizione per escursioni a piedi o in macchina per visitare la Penisola del Sinis.

Potete vedere tutte le foto e i dettagli dell’appartamento su Airbnb a questo link https://www.airbnb.it/rooms/12353389?source_impression_id=p3_1611063342_Rjp4fiGmC33oXsa0

#Miriam Focili

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