Vi proponiamo un itinerario alla scoperta della Sardegna SUD Occidentale, il così detto Sulcis inglesiente, un volta zona di sfruttamento minerario, oggi si sta rapidamente trasformando in meta turistica molto gettonata che offre, oltre a un mare cristallino, aree lagunari che diventano rifugio di molte specie di volatili come i fenicotteri. Non mancano piccole chicche dell’entroterra come il borgo abbandonato di Tetralias, ecco quindi il nostro itinerario tra mare e cultura!

Come Raggiungere il SULCIS INGLESIENTE

Per Sulcis Inglesiente si intende la zona a sud della Sardegna compresa nelle provincia Carbonia-Iglesis e la parte occidentale del cagliaritano. Si raggiunge con voli low cost su Cagliari (è collegata con i maggiori aeroporti italiani) oppure con il traghetti delle compagnie di navigazione Moby- Tirrenia, Grimaldi e Sardinia Ferries Da Genova, Livorno e Civitavecchia.

Noi abbiamo preferito la tratta notturna sul traghetto LIVORNO-OLBIA per imbarcare la nostra vettura. Il tratto Olbia- Porto Pino (nostra destinazione) è abbastanza lungo e ci si impiega cica 4 ore. Si percorre la superstrada 131 che passando da Nuoro e Oristano, fino a SANLURI taglia quasi tutta la Sardegna. La strada è buona, gratuita e poco trafficata. Da Sanluri diventa una strada a due sole corsie e in alcuni punti ci sono un po’ di curve ma i paesaggi sono fantastici quasi da FAR WEST! Diciamo che noi…con un paio di soste comprensive di ricca colazione a Siniscola presso la pasticceria Charlotte e necessità del bagno a Sanluri, ci abbiamo messo una mattinata ad arrivare a Porto Pino.

Ci tengo a sottolineare che quella del 2020 col covid è stata un’estate anomala che ha pesato non poco sui nostri itinerari ma soprattutto la tranquillità di non subire il contagio. Quindi le visite sono state in parte condizionate dalla pandemia, tra l’altro molte attività erano a scartamento ridotto dovendo ripartire dopo il lockdown di tre mesi. Magari un giorno torneremo per goderci meglio la vacanza covid free.

Il Sulcis che il nome originario di Sant’Antioco è una meta davvero completa che può accontentare tutti, sia chi ama la vita da spiaggia che chi predilige una vacanza culturale. E’ zona della Sardegna molto ricca di storia: numerosi sono i siti archeologici che testimoniano l’antichissima civiltà nuragica che per prima ha dominato l’isola. Successivamente fu colonizzata dai FENICI e poi dai Romani che ne scoprirono e fruttarono le potenzialità minerarie: la zona infatti è ricca di ferro, zinco e carbone. In epoca medievale subì prima la dominazione della Repubblica marinara di PISA per poi diventare più tardi possedimento spagnolo. Ognuna di queste dominazioni ha lasciato tracce importanti nelle cittadine lungo le coste. A tutto questo si aggiungono scenari naturali in parte ancora incontaminati. In epoca più recente, a causa sue ricchezze minerali, il Sulcis ha subito un massiccio fruttamento minerario che ne ha parzialmente condizionato il territorio e il suoi abitanti. I siti estrattivi sono attualmente in disuso e oggi sono stati trasformati in poli museali perchè si perpetri il ricordo e la storia di chi vi ha lavorato. Nel Sulcis Inglesiente si trova il maggiore Geoparco minerario dell’isola riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Area umida di Is Arenas Biancas

COSA VEDERE NEL SULCIS INGLESIENTE

Lasciata alle spalle la statale 131 e il grazioso paese medievale di Sanluri, ci si addentra in una Sardegna davvero selvaggia che, tra colline rocciose e campi che sembrano le praterie del Colorado, ricorda molto il vecchio west.

Parliamo della zona di Vallermosa e Siliqua dove, in cima a un imponente sperone di roccia vulcanica conserva ancora le suggestive rovine del Castello di Acquafredda, la cui storia è davvero molto interessante. Quando i pisani acquisirono il predominio su questa parte dell’isola nel 1200 pare che il fortino sia stato edificato e appartenuto niente di meno che al celeberrimo Conte Ugolino della Gerardesca. Proprio colui che “lo sguardo sollevò dal fiero pasto”, citato in nel canto XXXIII° dell’Inferno dantesco e immortalato dal Poeta fiorentino mentre, rinchiuso in una torre della Muda a Pisa, si ciba dei suoi figli (atto poi smentito dagli storici). Il castello era posto in posizione dominante e strategica così da poter sorvegliare le piane del cagliaritano.

Ma andando nel dettaglio cosa vedere nel Sulcis Inglesiente? Ecco il nostro itinerario naturalistico/culturale di una settimana tra MASUA e PORTO PINO e che quindi concilia voglia di mare alla conoscenza di alcuni monumenti del territorio. Il viaggio è proseguito poi nella zona di Oristano, di cui vi consiglio la lettura per alcuni!

LE DUNE DI PORTO PINO

Cosa vedere in Sardegna, o meglio in questa parte inedita? Porto Pino è stata la nostra base per una settimana, dove abbiamo affittato una villetta con giardino. Pur essendo una piccola località balneare è molto frequentata in alta stagione, ci sono mini market, ristoranti, bar e anche una parafarmacia, ma per fare la spesa si va nel vicino comune di Sant’anna Arresi che dista pochi km dove troverete tutti i servizi principali. Questa parte del Sulcis inoltre è tappezzata di piste ciclabili (cosa da apprezzare), se siete muniti di velocipedi non avrete che da sbizzarrivi, ne troverete anche nella vicina Sant’Antioco.

L’attrazione più importante e famosa di Porto Pino è la sua spiaggia di sabbia bianca e mare cristallino lunga ben 4 km, che essendo esposta a sud ha il vantaggio di essere riparata dai venti di maestrale. E’ ottima per i bambini piccoli in effetti è come fare il bagno in un’immensa piscina di acqua bassa e trasparente, in più ci sono moltissimi stabilimenti attrezzati di tutto. La prima parte della spiaggia si trova vicino al paese e al grazioso porticciolo turistico, la parte più famosa e suggestiva, ovvero LE DUNE (IS ARENAS BIANCAS in sardo) si trovano invece in fondo, a sud, verso Capo Teulada. Sia la prima spiaggia che le dune hanno parcheggi a pagamento con tariffe giornaliere non economicissime. Per la prima spiaggia si accede dal paese, mentre per le dune bisogna attraversare in macchina parte della zona di stagni che caratterizza Porto Pino. Noi abbiamo avuto la fortuna di arrivare insieme ai bellissimi fenicotteri rosa che per qualche giorno hanno stazionato nelle lagune circostanti e aree protette circostanti. Solo la parte iniziale delle dune è accessibile a stabilimenti e bagnanti, più avanti è proibita al pubblico passaggio con tanto cartello perchè appartenente alla zona militare di Capo Teulada. E meno male… Non ci sono reti di protezione (e non so se vi sparano a vista) tuttavia è davvero unico vedere queste colline di sabbia immacolate e senza l’impronte dei piedi dei turisti.

Abbiamo deciso di trascorrere l’intera giornata a Is Arenas Biancas per il decimo compleanno del pargolo che con un po’ di ritardo è nato a fine agosto. Ci siamo trattati bene noleggiando lettini e ombrellone presso lo stabilimento U Recanto- Le dune che ci è sembrato offrire anche adeguate garanzie di distanziamento sociale nell’anno del covid. Lo stabilimento offre sia la possibilità di ristorante che bar.

Spiaggia di Porto Pineddu, si raggiunge tramite una breve passeggiata per la graziosa pineta dei Candiani. E’ esposta a nord quindi evitatela nei giorni (molti) di maestrale, è meno adatta ai bimbi perchè non è attrezzata e ci sono un po’ di scogli ma se non amate gli stabilimenti e vi portate tutto il necessario (ombrellone, viveri, scarpette e on avete problemi di nuoto) è un piccolo paradiso con vista meravigliosa su Carloforte.

Sant’Antioco

SANT’ANTIOCO e Calasetta

  • Cosa vedere in Sardegna da non perdere? Sant’Antioco è un’isola collegata alla terra ferma grazie a un istmo artificiale lungo tre km. La strada che collega Porto Pino a questa località dal paese omonimo è suggestiva e selvaggia, disseminata di stagni e piste ciclabili …. qui si respira un’aria meno turistica e più sarda, sicuramente più autentica. Nelle giornate di forte vento che impediscono la spiaggia merita sicuramente una visita il borgo con le caratteristiche casette colorate per poi fare una lunga la passeggiata del porto turistico. Quello che ci ha colpito è Corso Vittorio Emanuele che anche in pieno giorno sembra completamente al buio questo perchè è ricoperto da una doppia fila di enormi alberi che con le loro folte chiome formano una specie di copertura impenetrabile lungo tutto il tratto della strada. Quindi c’è frescura anche nei momenti più caldi della giornata.
  • In paese è possibile visitare il MOMA museo del mare e il Museo del Bisso e il museo archeologico.
  • A 9 km di distanza c’è l’altro paese dell’isola: CALASETTA da dove partono i traghetti per la vicina Carloforte e Isola di San Pietro.
Tratalias Vecchia

TETRALIAS, il paese abbandonato

  • Tetralias Vecchia è il borgo dal sapore iberico che il visitatore non si aspetterebbe mai di trovare in Sardegna. Costruito intorno alla chiesa di Santa Maria di Monserrat, edificio romanico risalente al 1200, con una serie di piccole case colorate è diventato oggi un paese fantasma. la sua storia inizia proprio in quel periodo quando gli abitanti di Sant’Antioco abbandonarono l’isola omonima per trasferirsi sulla vicina terra ferma a causa delle incessanti incursioni saracene. Costrirono quindi prima la cattedrale Il borgo è davvero una piccola chicca, ma fu abbandonato negli ’80 per problemi idrogeologici dovuti alla costruzione del vicino bacino artificiale e allo sbarramento del rio Palmas che provocava periodicamente inondazioni. Il nuovo paese di Tratalias fu costruito sulla collina accanto. Negli ultimi anni il borgo “spagnolo” è stato completamente ristrutturato e si è cercato di trasformarlo in luogo per officine artigianali ed eventi, anche se purtroppo questa rinascita pare fare molta fatica, rianimandosi solo in occasione delle feste paesane ed eventi religiosi. Sopravvivono solo un ristorante e il museo civico. Nel corso della vostra visita, Tratalias tuttavia è un posto assolutamente da visitare!
Porto Flavia a Masua

PORTO FLAVIA e IL PAN DI ZUCCHERO

  • Un’escursione da fare sia per la bellezza paesaggistica che per conoscere parte del patrimonio storico del Sulcis e che per la sua complessità vi porterà via un’intera giornata, in cui potrete fare anche concedervi un’ottimo bagno in caletta. Parliamo di Nebida e Masua, due località che si trovano sulla costa nord del Sulcis – Inglesiente. Qui il paesaggio cambia completamente lasciando lo spazio ad alte scoglierealtissime intervallate da calette dove potersi bagnare.
  • La miniera di Porto Flavia e Masua è qualcosa di unico nel suo genere e dista circa un’ora di macchina da Porto Pino. La visita alla ex miniera si può fare solo su prenotazione con guida ad orari prestabiliti perchè è a numero chiuso. E’ quindi consigliabile non fare come noi, che ci siamo presentati direttamente in loco senza prenotare, ma di acquistare i biglietti preventivamente on line sull’apposito sito, soprattutto in alta stagione. A noi è andata bene, essendo ormai i primi di settembre non pensavamo di trovare affollamento invece siamo rientrati per un pelo nella visita accaparrandoci gli ultimi 3 posti liberi! Porto Flavia è un’opera avveniristica dei primi del ‘900, appare lì in mezzo alla scogliera su di un mare blu cobalto come se fosse un piccolo castello. All’interno della roccia sono scavate le gallerie della miniera progettata da Cesare Vecelli il quale la chiamò Porto Flavia in onore della figlia. La “torre” che troneggia a 130 m a picco sul promontorio era stato pensato come ingegnoso sistema di imbarco per i metalli estratti dalla miniera che in questo modo potevano essere caricati anche in questa zona continuamente esposta al maestrale. Per visitare l’ex sito estrattivo ci vogliono abbigliamento comodo e scarpe sportive (non sandali), la bravissima guida vi spiegherà tutta la storia della miniera e delle persone che vi hanno lavorato, si passa per i tunnel della miniera fino ad arrivare alla terrazza della torre di Porto Flavia dove si può godere di una vista mozzafiato sul bellissimo faraglione chiamato Pan di zucchero.
Porto Flavia e i faraglioni del Pan di Zucchero

La terrazza di porto Flavia, che sbuca dalla falesia a strapiombo sul mare, è sicuramente un luogo privilegiato dove ammirare i 4 faraglioni faraglioni, la cui punta più alta è di oltre 100 m. Per questo sono spesso meta di appassionati di free climbing. L’atro modo per ammirarli è via mare se avete una barca. Vi ricondo tra le cose da vedere nel Sulcis inglesiente c’è parco geominerario più grande della Sardegna che stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco alcuni anni. Pertanto se vi interessa approfondire questo argomento ci sono altri siti da visitare per completare la vostra conoscenza in campo minerario come

  • il Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu a Carbonia
  • Il museo dell’arte mineraria a Iglesias.

Dopo la visita potete godervi il panorama sulle falesie e le pareti di roccia, fuori è presente un piccolo chiosco ma tornado verso la vecchia miniera sono presenti dei punti di ristoro sulla spiaggia di Masua (che ha la vista su Porto Flavia) e nella caletta limitrofa di Porto Cauli.

Sulla strada di ritorno merita una sosta la terrazza panoramica sul piccolo paese di Nebida paese nato come insediamento minerario e abitato all’epoca dai lavoratori dei siti estrattivi circostanti. Oggi è abitato solo da un centinaio di persone ma si popola maggiormente nei mesi estivi di turisti, sono presenti alcune casa vacanze, un parco giochi ombreggiato, un resort e diversi ristoranti. Da non perdere la romantica passeggiata del belvedere di Nebida a strapiombo sul mare. Qui c’è una pizzeria bar il 906 operaio all’aperto con vista mozzafiato sulle scogliere dove potete fermarvi per mangiare o semplicemente una bevuta. Da qui potrete ammirare anche lo scheletro di pietra della Lavanderia Lamarmora, costruita nel 1897 serviva la miniera di Masua. Qui si trattava lo zinco e il piombo. Ubicata in riva al mare rimane un esempio importante di archeologia industriale e un’altra testimonianza suggestiva che racconta il passato minerario del Sulcis.

DOVE GIROMANGIARE NEL SULCIS

Per questa zona non abbiamo molte dritte culinarie…Come ho detto all’inizio, causa covid, le nostre uscite mangerecce a questo giro si sono molto limitate, alla momento della nostra partenza a fine agosto i contagi stavano crescendo, abbiamo quasi sempre cenato a casa avendo preso in affitto una villetta con un bellissimo giardino a disposizione. Senza avremmo mangiato quasi tutti i giorni fuori al meno una volta… Tuttavia, a Porto Pino di ritorno dalla spiaggia, presi dai morsi della fame ci siamo concessi un ricco aperitivo con salumi e formaggi locali presso Bar Gelateria Sotto le stelle, dove è possibile anche prendere hambuger e crepes per i bambini.

Aperitivo alla Gelateria Bar sotto le stelle

Abbiamo cenato (la sera del nostro anniversario ci stava e che cavolo!) anche al Ristorante pizzeria LA MEDUSA, dove è possibile gustare specialità di mare sarde e la pizza per i bambini. Entrambi i locoli si trovano sulla piazza principale di Porto Pino davanti al porticciolo turistico e al grande parcheggio antistante la spiaggia. Un paio di volte a settimana è presente anche un mercatino con prodotti e manufatti di artigianato sardo.

DOVE GIRODORMIRE A PORTO PINO

Villetta a Porto Pino

Come base per il nostro soggiorno nel Sulcis abbiamo scelto la villetta Elena con grande giardino e posto auto nella località di Is Pillonis a un paio di km da Porto Pino e a pochi passi dalla zona degli stagni. La spiaggia del paese è raggiungibile con la macchina in 5 minuti oppure con le biciclette su una comoda pista ciclabile. Le due sono a circa un quarto d’ora, forse meno! Per l’approvvigionamento vi consigliamo di andare nel vicino comune di Sant’Anna Arresi anch’esso a 5/10 minuti di macchina; qui sono presenti un paio di Supermarket e la farmacia. Il market nel paese di Porto Pino non lo abbiamo trovato molto fornito per una spesa grossa. Il punto di forza della villetta è sicuramente la grande cucina e l’enorme giardino ben tenuto dove se avete bambini potranno giocare in sicurezza. E’ dotato anche di un grande barbecue per le vostre grigliate!

L’appartamento lo abbiamo trovato airbnb, se vuoi vedere la scheda clicca qui: www.airbnb.it/rooms/villa elena

#MiriamFocili

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