L’Italia è ricchissima di giardini di palazzi reali e dimore storiche, alcune di una bellezza da far mozzare il fiato. Ne abbiamo davvero un numero infinito. Tra le più blasonate e celebri abbiamo il Parco della Reggia di Caserta, sempre aperto e vistabile in ogni periodo dell’anno! Nel nostro tragitto verso il Cilento ne abbiamo approfittato per una sosta e goderci questo luogo che tra vasche, fontane, zampilli, sculture neoclassiche e piante secolari rappresenta connubio tra natura e opere d’arte davvero perfetto. Una delle opere più importanti di Luigi Vanvitelli, un classico che di certo merita almeno una visita nella vita.

Come arrivare e qualche consiglio pratico per visitare il parco della Reaggia di Caserta

Nel nostro viaggio verso il Cilento, abbiamo approfittato di una sosta per ammirare lo splendido parco della Reggia di Caserta. In effetti abbiamo visto la dimora è raggiungibile facilmente, in pochi minuti, dall’autostrada. Sia che veniate da nord che da sud dovete percorrere la A1 e uscire a Caserta sud seguendo le indicazioni. Ecco cosa fare per vistare il parco della Reggia di Caserta.

Il palazzo reale si trova proprio nel mezzo della città campana, percorrendo la strada principale si può sistemare la propria vettura a due passi dalla Reggia nel Parking sotterraneo in piazza Carlo III (a pagamento). Lo abbiamo molto apprezzato in un giugno davvero rovente; con la macchina a 50 gradi e piena di bagagli non ci è dispiaciuto tenerla all’ombra e ritrovarla fresca al ritorno! Siamo arrivati alle 9 di un sabato e non abbiamo avuto problemi a trovare posto. All’interno del parcheggio interrato troverete i membri di un’associazione culturale che vi aiuteranno a parcheggiare e vi daranno molte indicazioni, noi per ringraziamento abbiamo acquistato la loro guida sulla Reggia. Ed ecco alcuni consigli pratici per visitare il parco della Reggia di Caserta.

Cosa importante: Il biglietto per la Reggia di Caserta, dall’entrata in vigore delle norme anticovid, si acquista solo on line sul sito ufficiale. La biglietteria in loco non è fisicamente attiva, se vi dimenticate c’è un’agenzia in zona che può emettere i biglietti, ma il consiglio è prenderli prima on line sul sito. All’entrata viene controllato il biglietto già stampato e la temperatura corporea.

La visita all’interno della Reggia è solo con visita guidata ad orari prestabiliti che dovrete scegliere all’atto di prenotazione on line e acquisto del del biglietto in base alle disponibilità del giorno prescelto. Per la visita ai soli giardini vi è obbligo di acquisto del biglietto on line (quello con indicato sopra solo parco) ma non ci sono vincoli di orario. Vi consiglio di consultare prima tutte le info e orari sul sito: http://www.reggiadicaserta.beniculturali.it

Come premesso noi abbiamo visitato solo il parco, gli ambienti interni con al scalinata del vanvitelli li avevamo già visti da soli qualche anno prima sacrificando proprio i giardini. In questa occasione, complice la presenza di Alessio, abbiamo preferito stare all’aria aperta. ILe stagioni migliori per visitare il parco della Reggia di Caserta sono la primavera e l’autunno… almeno in teoria… noi di giugno abbiamo trovato una giornata di caldo torrido che sembrava pieno agosto! Al controllo della temperatura all’entrata ho dovuto aspettare 10 minuti perchè il termometro misurava 38 di febbre… per fortuna poi è scesa a 37 e finalmente abbiamo potuto accedere al parco! Considerate che per vedere sia gli ambienti interni che i giardini occorre una giornata intera, il che può risultare piuttosto impegnativo se avete bambini al seguito.

IL PARCO REALE

La reggia di Caserta fu voluta nel 1750 da Carlo III di Borbone, re delle due Sicilie, desideroso di erigere una nuova dimora che non fosse solo sontuosa ma anche strategica. Ubicata nell’entroterra rispetto al più defilato palazzo di Napoli, avrebbe giovato a un maggior controllo sulla imperante nobiltà dell’epoca . La reggia quindi non nasce solo dal capriccio di gareggiare in bellezza con altre monarchie europee ma anche dalla necessità di creare un centro amministrativo meno decentrato. Il sovrano lo fece in grande stile ingaggiando uno degli artisti più importanti e in voga all’epoca: Luigi Vanvitelli, figlio di una donna napoletana e del pittore olandese Gaspar Von Vittel. L’opera si mostrò imponente sia nella costruzione del palazzo che nella ideazione del parco, dai muratori agli scultori vennero chiamate a contribuire all’edificazione della Reggia le migliori maestranze del casertano. Carlo III non presidierà fino alla fine i lavori perchè chiamato al trono di Spagna, lo farà invece il figlio Ferdinando IV. Chi non vedrà invece l’opera compiuta sara’ proprio il suo artefice Vanvitelli che morì nel 1773.

Pur tralasciando gli interni del palazzo, anche la sola visita al parco reale può mostrarsi impegnativa, esso si estende su una superficie di ben 120 ettari, occorrono almeno tre ore se lo si desidera esplorare in tutti i suoi ambienti tra cui il fiabesco giardino inglese. Il viale principale del parco ,su cui si snodano le vasche e le celebri fontane si estende per 3 km di lunghezza lievemente in salita! La pendenza del terreno infatti crea una illusione ottica che fa sembrare il viale percorso dall’acqua molto più breve. Vanvitelli, da abile architetto, aveva giocato proprio su questo per un’ideazione prospettica molto scenografica del giardino che sembra su piani rialzati e che ne nascondo la lunghezza reale.

Arrivare fino alla fontana di Diana e Atteone dove si riversa l’enorme cascata, soffermandosi alle fontane monumentali è un’esperienza bellissima ma che potrebbe risultare un po’ faticoso soprattutto se la visitate in piena estate. E’ possibile tuttavia percorrere il viale principale noleggiando una bici “reale” oppure una e-bike all’ingresso del parco,. In alternativa potrete salire su di un piccolo bus a pagamento all’andata e tornare poi a piedi approfittando della lieve discesa. Potete avere le info su sito noleggiobicireali.com ….Noi ovviamente, siccome siamo i soliti masochisti abbiamo fatto tutto a piedi.

Il Parco reale si compone di tre parti, quelle che ci sono piaciute maggiormente sono state il viale principale e il giardino inglese, meno la zona sulla sinistra della reggia ovvero il giardino all’italiana. Forse anche perchè erano in fase di lavori di restauro. In particolare la Peschiera che era totalmente chiusa al pubblico. Qui potete visitare anche La Castelluccia, una palazzina di pianta ottagonale con fossato e giardino dove Ferdinando IV il figlio del re, giocava da piccoli a fare esercitazioni militari, insomma un parco giochi di privilegio per il pricipino! Successivamente è divenuto luogo di svago e feste per i proprietari della Reggia.

Sul viale centrale la scenografia neoclassica del Vanvitelli con le sue fontane si integra perfettamente con paesaggio; le lunghe vasche del viale sono alimentate da un imponente Acquedotto Carolino. E’ un susseguirsi di cascate, zampilli dove sinuose sculture ispirate alla mitologia greco-romana danzano sull’acqua.

  • Fontana Margherita
  • Fontana dei delfini
  • Fontana di Eolo
  • Fontana di Cerere
  • Fontana di Venere e Adone

Arrivati in fondo ai piedi della cascata monumentale si trova la fontana di Diana e Atteone, che è divisa in due gruppi marmorei. Secondo la mitologia quest’ultimo era un giovane cacciatore che durante una delle sue battute nei boschi scorse la dea mentre faceva il bagno nuda con le sue ninfe in un ruscello. Il giovanotto incantato si attardò nella contemplazione del bellissimo corpo di Diana tanto che lei se ne accorse andando su tutte le furie. Così trasformò in cervo il pover’uomo che di lì a poco finì pure sbranato dai suoi stessi cani! Dall’ultima fontana qui si gode anche una vista mozzafiato verso la reggia che troneggia sullo sfondo, fermatevi un po’ prima di vistare il giardino inglese.

IL GIARDINO INGLESE

Il rammarico è stato non avergli dedicato abbastanza tempo, se avessimo saputo di trovarci infilati in una vera e propria fiaba avremmo tralasciato il giardino all’italiana! Non eravamo a conoscenza di una tale bellezza. Si trova a destra della fontana di Diana e Atteone e fu costruito per volere della regina di Napoli Maria Carolina, desiderosa di un giardino secondo la moda inglese molto in voga all’epoca che doveva reggere il confronto con le Petit Trianon di Versailles commissionato dalla sua celeberrima sorella, nonchè regina di Francia, Maria Antonietta. Costruito alla fine del ‘700 diventa il primo giardino di paesaggio in Italia.

Le differenze tra la progettazione e la ideazione del giardino all’italiana sono ben evidenti, questa infatti è basata su un preciso rigore di geometria e di proporzioni; quello all’inglese supera questi schemi e con l’illuminismo assume connotati più romantici e selvaggi in cui si accostano elementi sia naturali che romantici : un vero tripudio di boschetti, prati, corsi d’acqua, piante esotiche, pagode, rovine e sculture. Un piccolo paradiso pieno di soprese e piaceri per il visitatore, Maria Carolina crea un mondo da fiaba con diversi ambienti: uno “silvestre” e uno “coltivato”. Percorrendo i vialetti si giunge all’Aperia (dove si allevavano le api), le finte rovine di un tempio dorico, gli orti e serre. Impressionante è la quantità di piante diverse che accoglie.

Il luogo più conosciuto in cui si rimane incantati e che non dovete perdervi, è il “Bagno di Venere”, un vero gioiello, un luogo onirico dove sorge un laghetto con una cascata e miriade di piante. Su uno scoglio si scorge la statua della Dea della bellezza come se fosse appena uscita dalle acque, eburnea ed illuminata da un raggio di sole è perfettamente integrata nell’ambiente circostante che come ho detto è a metà tra l’esotico e la fiaba, non solo visivo ma anche uditivo perchè il rumore dell’acqua è dolce e accogliente. Pochi passi più in là, quasi nascosto c’è il Criptoportico, un luogo che ricrea in tutto e per tutto i ritrovamenti di Ercolano e Pompei (all’epoca finanziati proprio dai Borbone), come se il visitatore si trovasse nei panni dell’archeologo alla scoperta di antiche rovine dell’impero romano.

Un altra zona è dedicata alla “coltivazioni”, ci sono l’orto agrario e l’orto botanico con una grande serra. Davanti troverete anche una grande collezione di camelie che furono coltivate per la prima volta proprio a Caserta.

#MiriamFocili

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