La provincia di Trento nasconde tante piccole meraviglie: Riva del Garda, il castello di Avio, Levico terme e la stessa Trento. Tra i suoi gioielli vi è anche Rovereto, ubicata quasi al centro nella Vallagarina e soprannominata città dell’arte e della pace. Il pezzo forte sono il castello e il museo storico della guerra, suggestiva la location e ben curata la collezione di armi sia di età moderna che di epoca medievale, un vero must per gli appassionati di genere e non solo.

Ci siamo promessi di tornare perchè la provincia di Trento, nonostante la lontananza da Firenze, ha davvero tante un alto potenziale con attrazioni di interesse storico/culturale/paesaggistico/enogastronomico. A pochi passi dalla punta estrema del Lago di Garda, il Trentino (diverso dal vicino Alto Adige per il suo backgroud socioculturale) si apre su una valle immensa che regala vigneti e frutteti di mele. Tantissime sono le cantine, distillerie e birrifici nella Vallagarina, qui sono possibili tour gastronomici coi fiocchi.

Nel corso del nostro viaggio verso le Dolomiti, ci siamo fermati una mezza giornata a Rovereto, una città che ci ha sorpreso per la sua vivacità. Il centro storico, accoccolato ai piedi delle montagne, è ricco di palazzi d’epoca medievale e asburgica. Il nostro obbiettivo è stato il Castello, sede del museo storico della guerra, di cui alcuni amici ci avevano ben parlato ma nel corso della nostra gita abbiamo scoperto che Rovereto è una cittadina elegante, votata alla cultura e al buon gusto, ricca di musei, ristoranti e locali dove fermarsi per bere un caffè e assaggiare i dolci tradizionali. Vi daremo qualche consiglio su cosa fare a Rovereto in un giorno. In fondo trovate una dritta per una pausa caffè o una colazione davvero top. Se avete più giorni a disposizione non perdetevi le principali attrazioni sia in città che nella Vallagarina.

VISITA AL CASTELLO DI ROVERETO

Cosa vedere a ROVERETO IN UN GIORNO– Al nostro arrivo abbiamo parcheggiato la macchina in una zona parking free a circa 1,5 km dal centro e ci siamo concessi una passeggiata sul bellissimo lungo fiume che costeggia il torrente LENO. Il castello si staglia fiero sullo sfondo in uno scenario che non ti aspetti e che riporta indietro nel tempo. La roccaforte è di epoca tardo medievale e fu edificato dalla casata dei Castelbarco nel XIV secolo; con la dominazione veneziana diventò una fortezza con funzioni di difesa, fino a che non cadde in mano agli Asburgo.

Dal 1921 il castello ospita il museo della guerra incentrato principalmente su una ricca collezione di dotazioni belliche utilizzate tra l’Ottocento e la prima guerra mondiale; con il tempo l’esposizione si è ampliata esponendo anche armi e uniformi più moderne risalenti al secondo conflitto mondiale. L’ingresso è nella parte posteriore del castello in Via del Castelbarco, in una strada interna che costeggia l’antica cinta muraria. Ci sono sale dedicate anche a mostre temporanee quindi vi consiglio di consultare il sito per curiosare un po’ su cosa c’è in programma. Si parte quindi all’esplorazione sia del castello medievale con le sue sale, cunicoli e torrioni per scoprire come si è evoluta l’arte della guerra tra la fine del del secolo scorso e l’era moderna.

Sulla sinistra una uniforme garibaldina rossa

La visita è piuttosto lunga occorrono circa due ore, due ore e mezza, è abbastanza impegnativa e se avete bimbi molto piccoli al seguito portatevi bevande e viveri. Per loro in ogni sala sono presenti giochi didattici sul tema trattato, sia classici come i puzzle che interattivi. Per i più grandicelli (soprattutto di sesso maschile) non ci sono problemi di sorta visto che tra artiglieria leggera e pesante le attrattive non mancano, due ore scivolano via abbastanza velocemente a mano a mano che ci si addentra nel castello. Sono usufruibili anche ampli spazi esterni dove godere del panorama e far prendere un po’ d’aria ai piccolini. Potete fare la visita al castello e al museo sia in autonomia che con visita organizzata previa prenotazione. Durante l’anno si organizzano anche attività family e didattiche, adatte a tutta la famiglia. Il biglietto è prenotabile anche on line.

Se siete possessori della Tentino card l’ingresso è gratuito.

Le prime sale dell’esposizione sono dedicate alle guerre e battaglie combattute durante l’Ottocento, si pone l’accento su come le armi utilizzate fossero piuttosto rudimentali e di come si siano trasformate fino alla Grande guerra. Sono esposti fucili a pietra focaia, spade, baionette, le prime mitragliatrici ecc… Interessante è vedere anche il cambiamento dei colori delle divise militari, col tempo vengono abbandonati i colori sgargianti come il rosso per utilizzare colori più neutri o scuri adatti al mimetismo.

Aereo da guerra originale

Forse non tutti sanno che il 15-18 fu definita la grande guerra perchè fu la prima dell’era moderna a coinvolgere un numero esorbitante di uomini, donne e mezzi. Il piano superiore introduce questa tematica e mette in evidenza come ai primi del ‘900 avvenga una propria rivoluzione per tutto ciò che concerne tutti gli apparati della macchina bellica che usufruì delle scoperte scientifiche e del forte sviluppo industriale di quegli anni. Dalle armi quasi rudimentali di fine ‘800, nell’arco di pochi anni, si assiste a un’evoluzione in campo militare assolutamente sconvolgente che portò alla produzione massiccia di armi come missili, bombe, siluri nonchè gas venefici. Lo sviluppo dell’aviazione in particolare porta a modificare tutte le strategie di guerra messe in atto fino ad allora. Tra i pezzi forti del museo di Rovereto in questa sala troverete un aereo italiano Nieuport 10, completamente restaurato. Tra bombe, missili aerei, maschere antigas ci si traghetta in un altra era.

Movendoci tra le varie stanze del castello, vengono ricostruiti altri ambienti come la tenda ospedale da campo, la storia della propaganda, altre sale narrano la storia della guerra del 15-18 nella stessa Vallagarina. Il percorso del museo si sposa con quello del castello e ci porta poi a visitare i suggestivi torrioni tra cunicoli, terrazze panoramiche e terrapieni:

IL TORRIONE MARINO è ubicato sull’angolo est dell’edificio e con i suoi 25 m è davvero imponente, lo si vede bene anche esternamente se si fa la passeggiata sul Leno. Ospita una collezione di armi bianche più antiche datate tra il 1500 e il 1700.

IL TORRIONE MALIPIERO risale al 1480 e fu fatto costruire dal podestà veneto Paolo Malipiero. Si accede tramite un bellissimo percorso panoramico dove si vede tutta Rovereto con la sua torre civica e parte dell’antica cinta muraria. Qui sono conservate armi risalenti dalle preistoria e Medio Evo.

Mortaio Skoda esposto fuori dal museo

Ai piedi del castello, durante la seconda guerra mondiale fu scavato una sorta di bunker antiaereo. Per accedervi bisogna quindi uscire dall’ingresso principale e percorrere via Calcinari proprio in corrispondenza di un enorme mortaio Skoda c’è l’entrata all’altra area espositiva che ospita l’artiglieria pesante italiana, austro-ungarica, tedesca, inglese: è tra le più ricche d’Italia e qui vi potrete davvero sbizzarire tra obici, mortai e bombarde

Tutte le info su questo museo le trovate sul sito www.museodellaguerra.it

Breve TOUR URBANO di Rovereto

Cosa fare a Rovereto in un giorno a disposizione come noi? Dopo aver visitato il museo della guerra potreste rilassarvi facendo un bel giro nel centro storico che si trova proprio lì a due passi. Il percorso si snoda tra graziosi negozietti ma anche lungo un percorso storico davvero affascinate che abbraccia il Medio Evo, la Serenissima veneziana e il periodo asburgico.

I palazzi signorili che si affacciano sui principali corsi come Via Mercerie, piazza Erbe, piazza Malfatti, sono una gioia per gli occhi e mi ricordano le città mittel europee. Vicino al castello adiacente al ponte Forbato c’è l’originale casa dei Turchi con le sue particolare banconate in legno. Percorrendo Via Rialto si giunge nell’antico quartiere di epoca veneziana, ormai inglobato nel substrato urbano ottocentesco; vi si accede tramite PORTA SAN MARCO. Continuate fino alla torre civica risalente al 1500 e alla chiesa di San Marco, sovrastata dal simbolo del leone alato della serenissima, più avanti vi imbatterete nella caratteristica ed essenziale Chiesa di San Marco, anch’essa dotata di un bassorilievo del leone sul timpano a cupola e di splendidi affreschi sulle navate. Procedendo ancora lungo via della terra vi imbatterete nella Torre Civica o dell’orologio risalente al 1500, sovrastava una delle porte di accesso della prima cinta muraria eretta dai Castelbarco. Da non perdere Piazza Rosmini, dedicata all’omonimo filosofo roveretano, qui potete ammirare uno dei più bei palazzi di Rovereto: Palazzo Del Bene risalente al XV secolo, splendidi gli affreschi del suo loggiato esterno e le facciate, lo stile rinascimentale fu ripreso e rimaneggiato da numerosi artisti nei secoli successivi che ne esaltarono i temi floreali delle quattro stagioni. Oggi è sede di una banca.

LA TORREFAZIONE BONTADI e CoBo IL MUSEO DEL CAFFE’

Nel vicolo del Messaggero, adiacente a Piazza Battisti, nel cuore della città, vi consigliamo di non perdervi la visita alla antica Torrefazione Caffè Bontadi, la più antica in Italia. La famiglia Bontadi commerciava caffè con le Americhe dalla fine del ‘7oo tramandando questa tradizione e i suoi segreti di padre in figlio; fu circa un secolo dopo che un pronipote di nome Oddone ebbe l’idea di tostarlo con delle apposite macchine, da allora fino ad oggi lavora il caffè in maniera artigianale e mi viene da dire anche molto originale!

Per la famiglia Bontadi infatti la tostatura è un arte che “si ascolta”, il giusto punto di tostatura del chicco si impara “ad orecchio”. Significa che il mastro tostatore dell’azienda sa individuare il momento giusto riconoscendolo da un suono ben preciso… un attimo prima o un attimo dopo sarebbe sbagliato e potrebbe compromettere la perfetta tostatura del caffè. L’abilità sta proprio in questo piccolo grande segreto tramandato da secoli.

Dal 2006 accanto alla torrefazione è stato aperto CoBo un piccolo museo di macchine per lavorare il caffè: dal primordiale macinino alle attrezzature più moderne per il caffè espresso da bar (Gaggia, Cimbali) questo spazio espositivo ospita una immensa collezione di macchine da caffè, un patrimonio che l’azienda ha voluto costudire e condividere sia con i cittadini che con i visitatori di Rovereto. I pezzi più antichi hanno circa 200 anni e sono davvero dei pezzi incredibili. Questo piccolo museo è una vera e propria chicca per chi ama le particolarità, il caffè e la sua lavorazione. Il museo inoltre è ad accesso gratuito, cosa che non dispiace mai. Io ho scoperto di avere una casa una macchina da caffè simile a quella esposta nel museo. Qui potrete acquistare miscele davvero speciali, piuttosto pregiate, per una pausa speciale!

DOVE GIROMANGIARE A ROVERETO

Dopo aver visitato il museo Cobo, cosa fare a Rovereto in un giorno? E’ d’obbligo fermarsi nello storico CAFFE’ BONTADI a pochi passi, in Piazza Battisti dove si trova anche la fontana di Nettuno. Qui sedendovi a tavolino, oltre ad assaggiare il leggendario caffè, avrete l’imbarazzo della scelta in fatto di pasticceria mignon con i dolci tipici della zona oppure classici come la mini sacher come abbiamo assaggiato noi!

Pausa alla caffetteria Bontadi

Fuori dal centro storico, tornando verso l’autostrada, ci siamo fermati a cena al RISTORANTE SANT’ILARIO su Via Nazionale, presso l’omonimo Hotel. E’ stato una vera sorpresa perchè pur essendo luogo di montagna abbiamo mangiato una grigliata di pesce e un trancio di spada davvero da leccarsi i baffi, è gestito da una famiglia del sud che indubbiamente questo tipo di pietanze le sa ben cucinare! Personale gentilissimo, ottimi anche la pizza e i primi! In estate si cena su una terrazza piuttosto fresca. Torneremo la prossima volta che passeremo da Rovereto

COSA VEDERE A ROVERETO IN PIU’ GIORNI

Credo che quello descritto fino ad ora sia un ottimo itinerario se avete un solo giorno a disposizione ma la zona di Rovereto ha davvero molte frecce nel suo arco. Come ho detto è una vera e propria cittadella della cultura ed è possibile visitare anche altri musei, potete farne anche due in un giorno se per voi non è troppo pesante. Si possono costruire itinerari diversi basati sui propri gusti e preferenze: artistico, storico, enogastronomico, quello presente nell’articolo è sicuramente adatto a famiglie.

Itinerario arte moderna:

  • MUSEO MART – è uno dei più importanti musei di arte contemporanea moderno, imperdibile per gli appassionati di genere, contiene oltre 20000 opere rappresentative di tutti i maggiori movimenti artistici di arte moderna degli ultimi 150 anni.
  • CASA D’ARTE FUTURISTA DEPERO– è parte integrante del MART una ricca collezione permanente di opere e oggetti in stile futurista.

Itinerario scientifico

  • MUSEO DELLA SCIENZA e Museo Civico Rovereto
  • ORME DEI DINOSAURI A sud di Rovereto forse non sapete che è possibile trovare centinaia di orme di dinosauri dell’epoca Giurassica

Itinerario storico

  • CAMPANA DEI CADUTI DI ROVERETO– da inserire sicuramente in un itinerario storico, la campana fu fusa a Trento nel 1924 con il bronzo dei cannoni delle nazioni partecipanti alla Grande Guerra. Fu battezzata con nome di Maria Dolens è ogni sera al tramonto i suoi cento rintocchi ricordano l’importanza della pace del mondo.
  • CASTELLO DI ROVERETO E MUSEO DELLA GUERRA
  • Castello di Avio a pochi km da Rovereto sorge questo sito del Fai, tra i castelli più belli e meglio conservati del Trentino, all’interno bellissimi affreschi delle scuola venete. Qui si organizzano anche moltissimi eventi per bambini.

Per altre info vi consiglio di visitare il sito : www.visitrovereto.it

#MiriamFocili

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